Femminicidio in Italia nel 2023, le cause e come agire per contrastarlo.

Definizione di Femminicidio

Il termine “femminicidio” si riferisce all’uccisione di donne a causa del loro genere. È una forma estrema di violenza di genere e può manifestarsi in varie situazioni, inclusi omicidi commessi da partner intimi, membri della famiglia o estranei, semplicemente a causa del fatto che la vittima è una donna.
Il femminicidio è un fenomeno grave e diffuso che colpisce le donne in tutto il mondo. Questo articolo esplorerà le radici del problema, le sue manifestazioni e le possibili soluzioni.

Femminicidio in Italia nel 2023: quali sono le cause e come agire per contrastarlo

Questo fenomeno riflette disuguaglianze di potere profonde e problematiche culturali che contribuiscono alla discriminazione e alla violenza contro le donne. Vediamo quali sono le vere cause alla radice del problema.

Definizione di Femminicidio

I dati sul femminicidio in Italia ad oggi: 25 novembre 2023, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

 Femminicidio in Italia: Nel 2021 l’ISTAT ha segnalato che sono stati commessi 303 omicidi (315 nel 2019, 286 nel 2020), di cui 119 sono le vittime donne, nel 2023 siamo a quota 106 femminicidi, insomma gli anni passano ma la storia è sempre questa.

 

Femminicidio: un problema endemico

Il femminicidio non riguarda solo l’atto di uccidere una donna, ma spesso è collegato a un contesto più ampio di violenza di genere, che può includere abusi fisici, sessuali, emotivi o economici.
Il Caso di Giulia Cecchettin, la penultima vittima di soli 22 anni, non è un caso isolato, ma “solo” una delle ultime di una serie di donne uccise dal marito, fidanzato, o ex. Queste donne hanno età diverse, storie diverse e provengono da varie estrazioni sociali.

E chi le ammazza non è preso da un raptus di follia, di solito hanno anche premeditato l’ accaduto con assoluta freddezza.

Questo è un problema endemico, che è ovunque, in tutto il  tessuto sociale del nostro Paese; non fa differenze né distinzione di classe ed età. La vittima potrebbe essere chiunque.

Cause del Femminicidio: Radici culturali

La violenza di genere é un problema globale, ma è soprattutto un problema in quei Paesi dove per religione, per cultura, o per entrambe, la donna è vista e trattata come essere inferiore e debole.

Le radici culturali che si fondano sul patriarcato, rappresentano una delle cause profonde del fenomeno del femminicidio.

Questo concetto si riferisce a una forma di mascolinità dominante che enfatizza la supremazia degli uomini sulla donne . Può contribuire a creare un ambiente in cui la violenza di genere è tollerata.

Ecco come questa percezione distorta può alimentare atteggiamenti misogini e comportamenti violenti, inclusi gli omicidi.
Questa disuguaglianza di potere può contribuire a una mentalità che giustifica l’uso della violenza per mantenere questo dominio.
Il cosiddetto “machismo”, di cui la nostra cultura è permeata, può portare a considerare le donne come oggetti da possedere o da controllare anziché come individui autonomi con i propri desideri, diritti e opinioni.

Prima del Femminicidio

Prima del Femminicidio: Tipi di violenza

I tipi di violenza sono tanti e potremmo anche fare l’ errore di interpretare in modo distorto gli atti coercitivi più o meno evidenti. Niente di più sbagliato, dovremmo prima di tutto imparare a leggere quei piccoli segnali di avvisaglie che ci dovrebbero fare capire prima con chi abbiamo a che fare, perché dopo potrebbe essere troppo tardi.

In realtà ci sono tantissime forme di controllo che possono essere i campanelli d’ allarme di una relazione non sana. Se vuole fare tutto con te, se non è contento che tu lavori, se fa dei ricatti morali, sono tutti segnali di allarme che questa persona sarà un controllore e manipolatore, perché se anche non ci ha alzato le mani, anche questa è una forma di controllo e di violenza, con la scusa che ci vogliono proteggere, finiscono che ci mettono il lucchetto al collo o peggio.

E queste sono solo alcune forme di controllo che l’ uomo vuole esercitare sulla donna. Perchè?

  Fondamentalmente perché l’ uomo ha paura della perdita del potere, è in fondo molto insicuro. E il potere va esercitato con l’ unica forma che gli ha insegnato la società: la violenza.

 

Ci vedono come loro proprietà, come un oggetto. Per questo poi non accettano quando noi decidiamo di separarci da loro, e si fanno padroni della nostra vita, fino a togliercela.

Al fondo di questo articolo troverete un link con una specie di “Scala delle violenze” per poter imparare a riconoscerle.

Disuguaglianze di genere

 Disuguaglianze di genere dati alla mano

Ancora oggi, per esempio, il 30% delle donne nel mondo ha subito una violenza di qualche tipo (sessuale, fisica, psicologica) e questo avviene soprattutto tra le mura domestiche, cioè la violenza è principalmente perpetrata da parte del compagno o marito o fidanzato e non da persone esterne o sconosciuti, questo è uno dei dati più preoccupanti. 

Lo sapevate che le donne ancora guadagnano il 15% meno di un uomo?! Se prendiamo alcune statistiche di spartizione delle ore dei lavori domestici l’ Italia è agli ultimi posti; se denuncio il mio compagno per violenza non so neanche se viene arrestato, mentre in Ecuador viene messo in carcere per due anni.

Questi sono solo alcuni esempi che ci fanno capire quanto ancora siamo lontane dal raggiungere la parità di genere anche sulla carta. Sia la legge che la nostra cultura siano ancora pregne di retaggi patriarcali.

Quindi vanno proposte leggi più consone, più protezione delle donne, con le case famiglia (che stanno invece sopprimendo) e un supporto psicologico gratuito. Perché se abbiamo il privilegio di poter usufruire ancora di certi servizi pubblici tramite le A.S.L. e i consultori, è perché negli anni ’70 le donne hanno ottenuto varie conquiste grazie alle loro lotte di piazza.

Femminicidio un problema endemico

  Ma, a poco a poco, questi servizi stanno scomparendo, così come scompare la voglia di “scendere in piazza” per chiedere attenzione sul tema da parte delle istituzioni.

Ci vogliono infine pene più dure a chi viene accusato di violenza domestica, anche se questo non è un deterrente a compiere delitti, ma potrebbe già essere un segno da parte delle istituzioni, che non sembrano affatto dalla nostra parte. Guardiamo solo a come si risolvono i verdetti di tanti casi di violenza sessuale, in cui alla fine sembra ancora che sia “colpa” della ragazza che provocava o non era del tutto lucida o era poco vestita.

Ricordiamoci sempre che questa è una doppia battaglia, sia dal punto di vista culturale che legislativo. E anche se cambiassero le leggi, ci vorrebbero comunque decenni prima che cambi la mentalità patriarcale in cui siamo immersi.

Quale soluzione, se le leggi non arrivano alle persone ?Educazione e sensibilizzazione

Ecco la mia risposta al problema: attraverso l’ educazione, non solo nelle scuole; anche in famiglia, partendo dalla madre che non dovrebbe pensare a “proteggere” la figlia, ma ad educare i nostri maschi ad una cultura del rispetto e della parità di genere anche nelle più piccole cose come l’ aiuto nelle faccende domestiche.
In questi anni mi sono resa conto di

quanto poco siamo abituati ad esprimere le nostre emozioni in modo sano, a capire che anche se c’ è un conflitto, si può risolvere esternando i propri pensieri e sentimenti, ma mai nessuno ce lo ha insegnato.

Per questo bisogna fare gruppi di ascolto, bisogna partire dall’ educazione sessuale ed emotiva, soprattutto quella emotiva; far capire che anche un uomo ha diritto di esprimere i propri sentimenti e che se piange non è un segno di debolezza, anzi. Bisognerebbe entrare nelle scuole, fare reti di supporto psicologico e laboratori esperienziali. Perché avvenga un lento ma reale cambiamento, si potrebbe parlare anche della tolleranza delle varie inclinazioni sessuali e dei generi, parlare del rispetto del diverso e del debole fa parte di un discorso più ampio, ma strettamente necessario.

 

Conclusioni

Un cambiamento culturale è essenziale per estirpare le radici del femminicidio, sottolineando l’importanza dell’educazione sulla parità di genere e del dialogo aperto sulla costruzione sociale dei ruoli di genere.

Affrontare il femminicidio richiede una profonda riflessione e un cambiamento culturale per sfidare e superare queste percezioni distorte e promuovere la parità di genere. Sensibilizzare sulle conseguenze negative del patriarcato e lavorare verso una cultura che valorizzi l’uguaglianza e il rispetto reciproco sono passi cruciali per combattere il femminicidio e la violenza di genere in Italia.

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Alcuni link utili esterni:
CARTINA TORNASOLE DELLA VIOLENZA: 

https://femminicidioitalia.info/violentometro

CENTRO ANTIVIOLENZA DEL PIEMONTE: 

https://www.dors.it/page.php?idarticolo=4045

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