Ci sono ancora tante persone che ignorano il significato di binarismo di genere, ma che  hanno una mentalità basata su questo. Non ti nascondo che le prime volte anche a me questo vocabolo suonava stranissimo,  quasi impossibile da associare all’essere umano.

Però qualcosa mi diceva che il binarismo può essere negativo! Infatti, perché dobbiamo ragionare sempre secondo un metodo binario? Bello o brutto, abile o disabile, eterosessuale o omosessuale. Ma veramente le persone sono classificabili in 2 modi a prescindere da tutto?

Il vocabolario on-line Treccani riporta questa definizione:

binarismo s. m. [der. dell’agg. binario; cfr. il fr. binarisme]. – In linguistica, teoria che riconduce i sistemi fonologici di una lingua a un numero limitato (circa una dozzina) di opposizioni fonologiche binarie, e che consente quindi che ogni forma sia definibile in funzione del principio binario (presenza o assenza di un tratto o carattere distintivo pertinente, come, per es., vocalico, consonantico, nasale, ecc.).

Perché non dovremmo vivere in un mondo NON binario? Se anche  tu non fossi a tuo agio, rimane il fatto che molte cose stanno cambiando in senso contrario; finanche alla declinazione dei sostantivi di professione per dare spazio all’inclusività.

È altamente probabile che sia solo il tuo bisogno di conoscere. Dipende dalla dominante concezione di sesso e genere nettamente distinti e classificati secondo femminile e mascolino: perché non dovresti affrancarti dal dualismo?

Ecco perché ti invito caldamente a seguire gli imminenti 3 Webinar  della miniserie “Non è mai troppo tardi – Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto binario”, organizzato da ArciAtea con la preziosa collaborazione di Progetto Genderqueer.

Il titolo è decisamente irriverente, ma gli incontri vogliono guidare i partecipanti verso riflessioni profonde. Lo scopo dell’iniziativa è traghettare i nativi binari nel dialogo e nella conoscenza delle tematiche LGBT+.

Intanto voglio proporti  un assaggio di ciò che ti aspetta lungo il cammino, riportando una breve intervista agli esponenti degli enti promotori, ArciAtea e Progetto Genderqueer.

ArciAtea e la religione sul NON binarismo

Per offrirti  un gustoso aperitivo in attesa dei Webinar  mi sono fatto aiutare da Giancarlo Striani di ArciAtea, uno dei fondatori e componente dell’Ufficio di Presidenza di ARCI Milano – Lodi – Monza e Brianza. Una persona risoluta e  amante del pensiero critico, pronta a rispondere alle mie poche, spinose domande sul NON binarismo.

Riccardo: Statisticamente è assodato che la concezione binaria della persona sia base di lancio perfetta per il missile della discriminazione di genere. Secondo ArciAtea quanto un aumento della laicità della società civile può contrastare il fenomeno?

Giancarlo: In Italia la partecipazione quali-quantitativa ai riti dei fedeli cattolici è in costante calo, ma non la presenza politica e mediatica della chiesa, come si è visto nello stop al ddl Zan. Dobbiamo quindi mobilitarci per affermare il principio che nella sfera privata siamo tutti diversi, ma nella sfera pubblica dobbiamo essere considerati tutti liberi e uguali, capaci di autodeterminarci.

Essere laici oggi significa rispettare tutte le credenze, religiose o meno, che però devono restare nella sfera privata, non pretendere di orientare la sfera pubblica: lo Stato deve essere laico, cioè non basarsi su principi indiscutibili imposti da qualcuno, tranne il principio di libertà e uguaglianza, fondamento della nostra Costituzione repubblicana.

Ma il significato del termine laicità è stato deformato, soprattutto dalla chiesa cattolica, che si è inventata che esisterebbe una laicità cattiva, “escludente”, e una laicità buona, “inclusiva”, guarda caso quella che consente i suoi privilegi e i suoi condizionamenti sulla società. In realtà la laicità della modernità si basa sull’etsi deus non daretur, indica che la società deve essere gestita “come se dio non fosse dato”, cioè su libere scelte, non su dogmi del tipo: “Dio lo vuole”, “la Natura lo vuole”, “il Capo lo vuole”, ecc.

Riccardo: Il passare del tempo porta le generazioni ad essere sempre più laiche ed agnostiche: in che modo questo può influire sulla tolleranza “del diverso”?

Giancarlo: Tutte le ricerche, anche quelle commissionate dalla Conferenza Episcopale, indicano che aumentano atei e agnostici (soprattutto tra i giovani), aumenta il pluralismo religioso (soprattutto per le migrazioni), la religione è vissuta più superficialmente anche dalla maggior parte di chi si dichiara ancora credente (religione a bassa intensità); inoltre, in tutte le confessioni religiose c’è chi si “radicalizza” e pretende di imporre agli altri la sua visione del mondo.

Per questi ultimi, oggi è più difficile sostenere che dobbiamo comportarci in un certo modo per ordine di una divinità; allora preferiscono dire che ce lo prescrive la “Natura”, intesa come essenza, come assoluto, quindi immodificabile. Invece la natura dovrebbe essere intesa come relazioni, come ambiente storicamente determinato, che ha sedimentato schemi cognitivi e comportamentali, spesso molto radicati e condizionanti, ma pur sempre modificabili con la lotta.

Non dobbiamo accontentarci della tolleranza nei confronti dei “diversi”. La libertà, l’uguaglianza, i diritti, o sono universali o non sono; altrimenti diventerebbero solo privilegi per alcuni. Le discriminazioni colpiscono più direttamente i “diversi” ma riguardano tutti, anche chi preferisce adottare comportamenti “tradizionali”; e i vari “diversi” devono giustamente rivendicare le loro specifiche identità, ma senza chiudersi in bolle autoreferenziali, senza auto-ghettizzarsi.

Riccardo: In quali termini i principi fondanti di ArciAtea sono contigui a quelli su cui si basa la mission del Progetto Genderqueer?

Giancarlo: ArciAtea aderisce al progetto teorico e politico dell’illuminismo, centrato sull’autodeterminazione dell’umanità, da cui discende il pensiero liberale (siamo formalmente liberi e uguali) e socialista (dobbiamo essere effettivamente liberi e uguali); ArciAtea promuove il razionalismo scientifico e la lotta intersezionale contro tutte le forme di oppressione.

Le diversità sono una ricchezza quando sono scelte, non quando ci vengono imposte. Per ArciAtea sostenere che dobbiamo comportarci “come se il sesso biologico non fosse dato” (etsi sexus non daretur) è un aspetto particolare del più generale principio di laicità. “Non si capisce” perché nascere con un pene o una vagina dovrebbe imporci dei ruoli; o meglio, abbiamo capito che richiederà tempo e fatica, ma lottando potremo spezzare questi stereotipi sedimentati da discriminazioni e oppressioni millenarie.

La democrazia non è solo una procedura elettorale e non è esportabile (come abbiamo drammaticamente visto in Iraq ed Afghanistan). La democrazia è partecipazione, è educazione reciproca, è una pedagogia circolare. Molti nativi binari, pur simpatizzando per il movimento LGBT+, hanno bisogno di conoscere meglio queste tematiche, di educarsi. Contribuire a farlo è un interesse reciproco di Progetto Genderqueer e di ArciAtea, e non è mai troppo tardi.

L’evoluzione NON binaria per Progetto Genderqueer

Ora vengo alle parole di Nathan Bonnì per Progetto Genderqueer, fondatore della piattaforma culturale dedicata ai percorsi dei transgender non medicalizzati e noto attivista di lungo corso, saggista e autore. Quale migliore interlocutore per discutere di mondo circostante.

Riccardo: Come pensi che sia cambiata nel corso degli ultimi decenni la tolleranza sociale nei confronti delle persone NON binarie? Ritieni che le forme di apertura della Chiesa nei confronti dell’identità di genere “non standard” stia alleviando lo stigma sociale?

Nathan: È un periodo ambivalentedo ambivalente: negli anni ’70 e ’80 c’era stata un’apertura verso i ruoli di genere non binari, e anche la moda e il costume si aprivano all’androginia.  Negli anni 90 c’è stato un periodo di retroguardia.

Non seguo molto ciò che dice la Chiesa Cattolica sulle persone transgender. So che ha contrastato fortemente il ddl Zan, causandone in buona parte il fallimento. Gli ultimi decenni, però, sono serviti ad un avanzamento non piccolo dei diritti LGBT e della conoscenza delle soggettività non eterosessuali e non cisgender, anche, banalmente, tramite le serie Tv di netflix e tramite i social media.

Sicuramente, le soggettività non binary sono ancora oppresse, e anche coloro che vogliono uscire dal binarismo, pur non essendo transgender o enby, non hanno poi, di fatto, questa grande libertà d’espressione. E’ ancora difficile, per un uomo, uscire dal modello di “maschile tossico” senza che ciò comporti l’identificazione come gay, né per una donna è ancora possibile uscire di casa con le gambe non depilate, ad esempio.

E anche nel mondo transgender, hanno cittadinanza, e ancora con grande difficoltà, solo coloro che percorrono l’iter canonico indicato nella legge 164/82.

Riccardo: Ultimamente la comunicazione commerciale è sempre più orientata all’accettazione di ciò che non è statisticamente maggioritario: astuzia di mercato o vera voglia di contribuire al cambiamento?

Nathan: Ci sono dei mercati di nicchia, ma questo non deve entusiasmare. Faccio un esempio: su Amazon è possibile comprare un Binder, tuttavia è difficilissimo trovare binder che vada bene ad una persona “curvy”.

E la moda strizza l’occhio all’androginia, ma è sempre un’androginia giovane, magra, priva di peli. E invece il non binarismo comprende tutti i tipi di corpi, giovani, vecchi, magri, grassi, pelosi e glabri, tatuati o non tatuati, ma anche corpi disabili. E la moda veicola una visione distorta e “sterile” di non binarismo.

Binarismo, significato: come partecipare ai Webinar che lo spiegano

Il ciclo di Webinar per i nativi binari che vogliono dialogare e conoscere meglio le tematiche LGBT+ si compone di tre appuntamenti on-line.

Il primo incontro si terrà venerdì 17 dicembre 2021, alle ore 21, e affronterà il tema degli stereotipi di genere. Gli altri seguiranno con un intervallo di tre settimane circa.

È una occasione di incontro rivolta a tutti e tutte, anzi a tuttə! Non mancare di collegarti in diretta tramite Zoom, oppure in differita nel canale YouTube di ArciAtea.

Entra nella riunione in Zoom
https://us06web.zoom.us/j/86579489141?pwd=VXJub1RxN3ZZdjZTaGhTdDVoeXZvQT09

ID riunione: 865 7948 9141
Passcode: Binar1