Childfree Lunadigas
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Essere childfree è una scelta che ad oggi rappresenta ancora uno stigma. Posso affermare sulla mia stessa pelle che scegliere di non diventare madre mi ha sempre fatto sentire giudicata o non compresa. Quando mi chiedono se ho figli e rispondo no, dall’altra parte vedo imbarazzo e compassione. Quando spiego che la mia è stata una scelta e non un problema biologico, sento il giudizio della persona che ho di fronte pesare come un macigno. La mia scelta di non diventare genitore è stata consapevole. La maternità non è una tappa obbligata e soprattutto non è uno status. Mettere al mondo una vita, prendersi cura di una creatura e farla diventare una persona adulta è una responsabilità immensa. Io non me la sono sentita e per fortuna non mi sono mai pentita della mia scelta.

Childfree: oggi, essere una donna senza figli è ancora uno stigma?

Purtroppo, a questa domanda dobbiamo rispondere in modo affermativo. La scelta di non diventare genitore espone soprattutto le donne a giudizi, discriminazione e paternalismi. Chi fa questa scelta di vita deve subire costantemente battutine di familiari e conoscenti fino a vere e proprie discriminazioni sul piano lavorativo. La verità è che questo tipo di scelta non è ancora stata accettata a livello culturale dalla nostra società.

Il progetto Lunàdigas

Lunàdigas ha creato un progetto proprio per dare voce alle donne che hanno scelto consapevolmente di non avere figli creando per loro uno spazio protetto dove parlare e confrontarsi. Il progetto da voce non solo alle donne ma anche a persone non binarie che non possono o non vogliono avere figli. Quello che emerge dal progetto Lunàdigas è una realtà amara dove soprattutto le donne sono un bersaglio per la loro scelta di non diventare madri. La cosa più triste è che spesso le critiche anche se a volte velate e sottili, arrivano da altre donne.  Quello che emerge è che nel nostro paese è ancora in uso l’etichettare le donne secondo determinati stereotipi sessisti. Se non lavoriamo su questi stereotipi sarà molto difficile vivere in una società in cui si possa accettare senza giudicare una scelta di vita così intima e personale.

 

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