Liz Truss, Giorgia Meloni e la scogliera di cristallo

Scogliera di cristallo e donne di potere: a soli quarantaquattro giorni dalla sua elezione a Primo Ministro del Regno Unito, il 20 ottobre scorso Liz Truss ha dato le sue dimissioni. La leader del Partito Conservatore sarà sostituita da Rishi Sunak, il primo premier di origine indiana del paese britannico.

Negli stessi giorni  Giorgia Meloni — leader del pratito di estrema destra Fratelli D’Italia — si è insediata a Palazzo Chigi come Presidente del Consiglio dopo la sua stracciante vittoria alle elezioni del 25 settembre scorso.

Cos’hanno in comune questi due avvenimenti, apparentemente distanti e quasi contrapposti? Entrambi rientrano nel fenomeno della scogliera di cristallo.

Cos’è la scogliera di cristallo?

Costruito sulla base del concetto del soffitto di cristallo (glass ceiling), il termine scogliera di cristallo (glass cliff) è stato coniato nel 2004 dai professori britannici Michelle K. Ryan e Alexander Haslam dell’Università di Exeter.

Questa espressione allude alla pratica di designare una donna — o in generale una persona appartenente ad una minoranza — ai vertici di un’istituzione o di un’azienda in un periodo di particolare difficoltà e alto rischio, mascherandola come gesto inclusivo e anti-discriminatorio.

Secondo lo studio condotto da Ryan e Haslam, le persone ritengono infatti che le donne siano più adatte a gestire situazioni stressanti e difficili perché per natura più educate, creative e intuitive. Non ci sia aspetta davvero che una volta ottenuto un incarico di rilievo una leadership diversificata possa migliorare la situazione, ma che possa addossarsi la colpa di un eventuale fallimento.

Terminato il periodo di crisi, gli errori commessi da questə leader politicə o aziendali giustificano il loro licenziamento e sostituzione con colleghi uomini bianchi, percepiti come più competenti.

Gli esempi più noti di glass cliff si ritrovano in Regno Unito: Margaret Thatcher — la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro — fu eletta nel 1979, in un momento di grave crisi e declino del paese britannico. Allo stesso modo, Theresa May divenne Primo Ministro poco dopo il referendum sulla Brexit del 2016 in seguito alle dimissioni di David Cameron e al rifiuto di Nigel Farage e Boris Johnson — che pure avevano promosso la Brexit — di guidare la coalizione di governo.

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Liz Truss e Giorgia Meloni: qualcos’altro in comune

Ma c’è qualcos’altro che le sopracitate donne hanno in comune. Sono tutte conservatrici. Perché è più frequente che le donne appartenenti a correnti di destra raggiungano posizioni di potere?

Semplicemente perché attraverso il loro ruolo tutelano il modello patriarcale. Per riuscire a guadagnarsi il proprio spazio in un contesto tipicamente dominato dagli uomini, queste donne non fanno altro che utilizare i loro stessi comportamenti e i loro stessi slogan, allontanandosi in maniera netta dalle questioni femministe. Accettare una leadership femminile è quindi una strategia che i leader dei partiti conservatori trovano utile per riaffermare le loro politiche tradizionaliste e rendere meno impopolari le loro posizioni.

È quindi sempre giusto riflettere criticamente quando una donna — o in generale una persona appartenente ad una minoranza — ottiene una certa carica politica o aziendale. Questa persona utilizzerà la sua posizione per lottare contro le disugliaglianze sistemiche o per opprimere ulteriormente ə ultimə?

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