La censura della Disney rispetto ai contentuti LGBTQIA+ non è una novità, ma questa volta la multinazionale statunitense si è spinta oltre, censurando parole ‘gay’, ‘lesbian’ e ‘queer’ in alcuni contenuti di Tiktok.

Dinsey censura ‘gay’ ‘lesbian’ e ‘queer’

Tra le varie novità annunciate da casa Disney durante il Disney Plus Day 2021 – avvenuto venerdì 12 novembre – rientra anche la collaborazione del colosso dell’intrattenimento americano con uno dei social media più amati del momento.

Dalla scorsa settimana hanno infatti fatto la comparsa su TikTok le voci di alcuni personaggi presenti nei film e nelle opere di animazione Disney. Grazie ad un software di sintesi vocale chiamato Text-to-Speech, i personaggi Disney sono in grado di leggere ad alta voce il testo inserito daə utentə nelle proprie clip con il tono di voce che lə ha resə inconfondibilə alle orecchie del grande pubblico. Idea fantastica per ə fan della Disney presenti su Tiktok, che presenta però un piccolo-grande difetto.

Il sistema messo a punto dalla Disney censura automaticamente le parole ‘gay’, ‘lesbian’ e ‘queer’ nei suoi contenuti Text-to-Speech.

Le voci di Tiktok

Per chi usa frequentemente Tiktok, la funzione Text-to-Speech non è certo una novità.

Nata mesi fa come misura volta a rendere i contenuti più accessibili per le persone con disabilità visive e di lettura, il Text-to-Speech si è evoluto rapidamente. Ə gestorə di Tiktok si sono infatti presto accorti che moltə utentə hanno iniziato ad utilizzare questa funzione per rendere più divertenti i propri contenuti.

Proprio grazie alla recente popolarità del Text-to-Speech nasce la collaborazione tra TikTok e Disney, che non ha esitato a proporre a proporre alcune delle voci più famose del suo repertorio per leggere in inglese i contenuti proposti deə utentə.

Lo sconcerto deə utentə

Ə membrə della comunità LGBTQIA+ presenti su TikTok non hanno impiegato molto tempo ad accorgersi della che la Disney aveva censurato le parole ‘gay’, ‘lesbian’ e ‘queer’ nei suoi contenuti Text-to-Speech.

I tanto amati Rocket (I Guardiani della Galassia) e Stitch  (Lilo & Stitch), esattamente come C-3PO e Chewbacca (Star Wars), si “rifiutano” infatti di pronunciare le parole ‘gay’, ‘lesbian’ e ‘queer’ se inserite in una frase, passando direttamente alla parola successiva. Diverso è il caso delle singole parole censurate, inserite da sole nel video: durante la clip appare infatti una didascalia che informa ə utentə che la modalità Text-to-Speech non è supportata per la lingua scelta.

Non sorprende che le clip deə primə utentə a portare alla ribalta questa incredibile verità siano state rimosse da TikTok per hate speech.

Il paradosso dell’invisibilità

Paradossalmente, le identità più invisibilizzate sono state “risparmiate” dalla censura di casa Disney.

Rocket e ə altrə sono infatti in grado di pronunciare le parole ‘bisexual’, ‘asexual’ ‘non-binary’ e ‘gender-fluid’, così come ‘pansexual’ e ‘intersex’. Per quanto riguarda le parole ‘trans’ e ‘transgender’, la questione rimane senza risposta: talvolta i personaggi le pronunciano, altre volte restano in silenzio.

Non si può dire lo stesso per quanto riguarda alcuni slur omotransfobici. A differenza delle parolacce, infatti, diversi termini offensivi per la comunità LGBTQIA+ non sono stati censurati.

La controreazione della comunità LGBTQIA+

Dopo le prime reazioni di rabbia e disappunto alla censura della Dinsey, ə membrə della comunità LGBTQIA+ presenti su TikTok si sono sbizzarritə nel trovare metodi alquanto creativi per combattere il sistema.

Il più popolare consiste nello scrivere volutamente le parole censurate in maniera errata, in modo che i personaggi le pronuncino in maniera corretta. Rocket – in particolare – è diventato paladino dei ‘lezbian’, ‘guay’ e ‘qweer’ rights.

Moltə utentə hanno abilmente utilizzato lo stesso metodo anche per aggirare la censura delle parolacce.

La retromarcia di casa Disney

Sembra però che le critiche contro Disney abbiano portato la multinazionale statunitense a fare un passo indietro. A detta di alcunə utentə, infatti, a partire dallo scorso 16 novembre i personaggi Disney sono in grado di pronunciare le parole fino ad allora proibite.

Tutto è bene ciò che finisce bene, allora. O no?

Questa faccenda non fa che lasciare ancora una volta l’amaro in bocca a tutte le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+, che passano dall’essere marginalizzate all’essere virtualmente inesistenti, innominabili. Per la multinazionale statunitense, è evidente che se non si parla di qualcosa, quella cosa automaticamente non esiste.

Ma è bene ricordare che non basta censurare le parole ‘gay’, ‘lesbian’ e ‘queer’ per farci smettere di esistere.