Una guida semplice su come ridurre la disforia

Cosa utilizzare? Tape, Binder, bende e altri rimedi

Che tu sia un neofita o un veterano, questa importante domanda ha assillato anche te.
Qui di seguito una piccola panoramica sui mezzi che hai a disposizione.

 

Tape Petto: come appiattire il seno senza binder

Il tape è un nastro simile ad un cerotto ospedaliero ma più elastico, generalmente dotato di una colla molto resistente. Viene utilizzato per fare pressione sul tessuto mammario ridistribuendone il grasso sottocutaneo in modo da appiattirlo il più possibile. Ne viene consigliato l’utilizzo alle coppe di medio-piccole dimensioni (di solito sotto una coppa C), perché spesso non garantisce una compressione sufficiente per taglie più grandi. Viene venduto anche online con misure diverse, che potete scegliere in base alle dimensioni del vostro petto o in base al modo in cui lo andrete ad applicare.
PRIMA di applicare il tape assicuratevi che la vostra cute sia pulita e intatta e coprite i capezzoli con del cerotto in modo che non siano a contatto diretto con la colla.

Come applicarlo

Per applicarlo consiglio di prendere prima le misure della sezione di nastro da tagliare e poi procedere a crearne i segmenti necessari. Per applicare il primo pezzo di tape di solito si procede paralleli alla linea intermammilare, che è la linea immaginaria che unisce i due capezzoli.
Sollevate parzialmente la linguetta di carta che protegge la parte con la colla e applicate il primo pezzettino di nastro più o meno al centro del vostro petto, leggermente più vicino alla parte da fasciare. Ora scollate un po’ per volta la parte in carta e fissate il cerotto al petto tirando gentilmente il nastro verso l’esterno mentre lo applicate. In questo modo da otterrete l’effetto contenitivo. Terminate l’applicazione fissando l’ultimo pezzo di nastro senza tirarlo, in modo da non essere scomodi. Potete applicare un secondo o anche un terzo pezzo di tape se necessario, sia parallelo al primo sia obliquo. Provate a fissarne un segmento nel modo qui descritto e di aggiungerne uno al di sopra, in obliquo di 45 gradi come se voleste collegare il primo strato con l’ascella.
Il consiglio più prezioso che sento di dare è però quello di provare: trovate il vostro modo. Ogni corpo è diverso e ogni petto è diverso, perciò il modo migliore di applicare il tape è quello che va bene per voi.

Pro e contro

I pro del tape sono che è pratico, non limita la respirazione e può essere portato anche per 3-4 giorni consecutivi. Di solito regge l’acqua quindi potete tranquillamente farvi una doccia tenendo il tape, ricordando di asciugarlo molto bene col phon una volta usciti per evitare qualsiasi danno alla pelle dato dal contatto costante con un tessuto umido.
Tra i contro, dovrete fare pratica nell’applicazione e nella rimozione. Utilizzate dell’olio e lasciate piano piano cedere la colla lasciando in posa circa venti minuti, staccando il tape magari sotto l’acqua calda. Non strappate! Inoltre attenzione alle reazioni allergiche alla colla, che possono sempre essere possibili.
Se siete soggetti allergici è consigliabile fare una prova di applicazione magari su una parte della pelle meno delicata.
Se avete problemi sensoriali con i tessuti potreste avvertire del prurito.

 

Cosa è un binder, dove comprare un binder, come fare un binder a casa

Il binder è una canotta contenitiva con la parte anteriore rinforzata. Se avete intenzione di comprare un binder prendete con cura le misure necessarie e confrontatele con le tabelle taglia presenti in ogni sito.
Evitate i binder con chiusura laterale o anteriore, spesso di scarsa qualità e per questo dannosi, in quando applicano una pressione mirata su alcuni punti della cassa toracica provocando importanti tensioni muscolari e costringendo il torace in una posizione innaturale.

Come applicarlo

Una volta arrivata la taglia corretta dovrete indossarlo: se è la prima volta pazientate, non andate nel panico! Essendo un tessuto rinforzata potreste metterci un po’ sia nell’indossarlo che nel toglierlo. Un’idea potrebbe essere quella di farvi aiutare da qualcuno di vostra fiducia le prime volte. Lo indossate dall’alto facendo attenzione che il tessuto non si arrotoli su sé stesso e poi con calma fate scendere prima un po’ la parte posteriore poi un po’ quella anteriore. Alternate i movimenti fino ad indossarlo correttamente. Prestate attenzione alla respirazione: se respirate con fatica il binder è troppo piccolo e potrebbe essere pericoloso. Un binder di taglia corretta dovrebbe permettervi una respirazione naturale e non inficiare la libertà di movimento quotidiana. Vivamente sconsigliato l’utilizzo di più di un sistema di fasciatura contemporaneamente (due binder o Tape e binder indossati uno sopra l’altro). Consigliate anche delle piccole pause mentre lo indossate togliendolo per qualche minuto e rindossandolo se necessario.

Pro e contro

I pro del binder sono la maggiore inclusività nelle taglie rispetto al tape, il non aderire direttamente alla pelle e il far “respirare” quotidianamente la pelle (perché si toglie più facilmente del tape).
Tra i contro, sicuramente c’è un maggior affaticamento del torace ed una maggiore difficoltà nella respirazione. Il binder copre anche la schiena (il che diventa problematico nella stagione calda), inoltre deve essere tolto dopo un massimo di otto ore di utilizzo, per consentire il riposo delle parti del corpo sotto pressione. Non è possibile dormire con il binder ancora indossato perché potrebbe compromettere la respirazione durante la notte.

 

Tape e binder: cosa fare nel mentre

Una buona abitudine è quella di assicurarsi un’idratazione sufficiente a funzionare. Quindi, in generale e soprattutto se avete fasciato il petto, bevete abbastanza acqua. Indossando alcuni tipi di binder è sconsigliata l’attività sportiva (informatevi durante l’acquisto o tramite il venditore). Cercate di mantenere una postura corretta per non gravare ulteriormente sulla cassa toracica, ed evitate tutte le altre attività dannose per la vostra salute (il fumo, il consumo di alcol, la sedentarietà, una dieta alimentare disregolata).
Da evitare i rimedi casalinghi, che pur essendo economici e veloci da arrabattare, non sono sicuri e possono danneggiare la salute di chi li usa.

Un ultimo appunto

Quando ci si fascia il petto, un errore comune sta nell’aspettativa, nel pensiero “io mi fascio il petto perché lo voglio piatto”. Ma non esistono essere umani fatti in questo modo, perché oltre alla ghiandola mammaria e all’accumulo di adipe (maggiore nelle persone AFAB), nel petto ci sono anche dei muscoli. Quindi non è necessario raggiungere uno standard di piattezza impossibile per la maggior parte di noi, ma l’obiettivo dovrebbe essere quello di utilizzare i dispositivi sopra consigliati per ridurre la disforia nei limiti delle possibilità umane, della sicurezza e della salute.

 

 

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